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L'argento non sta solo salendo: sta cambiando le regole del gioco
Ma lo avete visto? Negli ultimi mesi l'argento ha fatto qualcosa che per decenni sembrava impossibile: ha superato ogni record, ogni barriera psicologica, ogni vecchio limite che manteneva il prezzo “sotto controllo”.
Con le quote che si avvicinano ai 95 dollari l'oncia, non siamo davanti a un semplice rally speculativo. Stiamo probabilmente osservando un cambiamento molto più profondo.
Non è il 1980 e non è la storia dei fratelli Hunt che tentano di monopolizzare il mercato provando a comprare tutto l'argento disponibile con denaro preso in prestito. Oggi il movimento è diverso: è sistemico. Da una parte c'è un'enorme massa di strumenti finanziari – futures, ETF, derivati, promesse su carta – dall'altra c'è una realtà molto concreta: l'Asia sta assorbendo quantità crescenti di metallo. Cina, India, Singapore e Dubai stanno importando a ritmi record. La Cina, in particolare, utilizza enormi quantità di argento per la produzione di pannelli solari e sta acquistando direttamente dalle miniere, riducendo l'offerta disponibile per i mercati occidentali.
E quando la finanza incontra i limiti della fisica, la fisica tende sempre a vincere.
Dal minimo del 2024 a 22 dollari, l’argento è cresciuto di circa il +200%, più dell’oro (+120%). Il rapporto oro/argento è sceso da 85:1 a circa 67:1, segnale che il mercato non considera più l’argento solo un metallo industriale, ma sempre più un bene monetario e di protezione, in un mondo in cui la fiducia nelle valute e nella finanza tradizionale si sta lentamente erodendo.
Le spiegazioni più diffuse parlano dei dazi di Trump, di domanda cinese, di inflazione. Tutti fattori reali, ma parziali. La dinamica più profonda è un'altra: dopo decenni di espansione della finanza “di carta”, il valore sta lentamente tornando verso ciò che è fisico, tangibile e limitato.
Normalmente i futures costano più del prezzo spot, perché includono costi di stoccaggio, assicurazione e interessi. Oggi invece accade il contrario: il prezzo immediato dell'argento è più alto di quello futuro. Il mercato preferisce pagare di più pur di avere l'argento subito, piuttosto che fidarsi di una consegna futura.
In più, in diversi paesi produttori ci sono svariati problemi strutturali: chiusure temporanee di miniere, limiti ambientali, carenze idriche, tensioni geopolitiche. Tutto questo rende improbabile un forte aumento dell'offerta nel breve periodo.
Cosa fare, dunque, quando l'infinito della carta incontra la finitezza della materia? Dato che ci avviamo verso un periodo in cui sarà la materia a dettare le regole, teniamoci stretti gli argenti di casa, le posate, i vasi ed i piatti in argento e, se possibile, acquistiamo altri manufatti che arrederanno la nostra casa e saranno un investimento tesaurizzante!
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